Deep Sleep – Sonno profondo (2013)

Un film da recuperare è sicuramente Sonno Profondo di Luciano Onetti che ne è regista, soggettista, sceneggiatore, direttore della fotografia, montatore e interprete oltre che compositore delle musiche.
Il film dura solo 67 minuti ed è un omaggio al cinema argentiano delle origini in un tripudio manieristico di soggettive, inquadrature dei guanti neri dell’assassino, primi piani di bocche ed occhi delle vittime, lame che trapassano i corpi, le turbe sessuali quali molla della violenza omicidia. Il film è una violenta danza di morte macchiata di rosso.

Annunci

2 pensieri su “Deep Sleep – Sonno profondo (2013)

  1. Gianluca P. ha detto:

    Il film è interessante (sicuramente l’ho preferito a Francesca del 2015), Luciano Onetti dice che il giallo italiano va omaggiato ed emulato ma senza mai portarlo oltre certi limiti, beh però a me pare che con tutte quelle soggettive del maniaco al limite del mal di testa, quei continui zoom a labbra e occhi delle vittime, quei colori saturi, quei piani sequenza infiniti a bambole, collane, anelli, lame di rasoi, disegni naif, matite colorate etc. lui vda ben oltre il ragionevole limite. Rispetto a Francesca (una vera insalata russa con dentro di tutto di più, da tenebre a Profondo rosso a L’uccello dalle piume di cristallo a Quattro mosche di velluto grigio a Nonhosonno a Gatti rossi in un labirinto di vetro e chi più ne ha più ne metta) qui c’è una maggiore ricerca introspettiva, però ancora troppo troppo simile a film come Shadow e Allucinazione perversa come format (dove cioè c’è alla base come idea il risveglio dal coma e un’immaginazione generale inconscia), oltre ai soliti gialli di Argento/Fulci/Lenzi del periodo. Ma soprattutto: cosa ci facevano tutte quelle bambole in macchina il giorno dell’incidente se Francesca Mele aveva 26 anni quando è morta?

    Mi piace

    • filmspagnusi ha detto:

      Si, hai ragione, gli Onetti calcano un pò la mano con tutto l’immaginario tipico del giallo italiano di quegli anni. Le sequenze sembrano quasi riprese dai film più famosi del genere, così come i tipici salti logici di quegli anni. Sono un pò carichi e forzati, però fanno riflettere su un punto: il cinema italiano aveva creato un genere, o sottogenere che dir si voglia, con tutto un immaginario, potente e evocativo. Non era perfetto, per carità.. i film di dario argento erano illogici, pieni di buchi narrativi, con fisica impossibile.. ma erano potenti e suggestivi. Come abbiamo potuto abbandonare il film di genere per dedicarci a un cinema macchiettistico come quello di oggi? Non credo sia possibile riproporre il genere di un tempo che fu, ma quello degli Onetti sembra più un gioco, per ricordarci che un contributo il cinema italiano di serie b lo aveva dato. Ciao e grazie, sono sempre benvenuti i commenti come i tuoi

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...