Il nuovo Twin Peaks, prime impressioni

Il primo episodio si apre con le immagini dell’ultima puntata di 25 anni fa, l’agente Cooper è nella Loggia Nera con Laura Palmer che pronuncia le fatidiche parole: “ci rivedremo tra 25 anni” e alla chiusura della scena partono le musiche di Angelo Badalamenti. Non si può trattenere un brivido, è come tornare all’antica giovinezza, come un ritorno a casa. Il tempo sembra bloccato, l’agente Cooper è uguale a come lo avevano lasciato, Laura la bella reginetta morta troppo presto. E’ una sensazione che dura poco, alla fine della sigla ritroviamo l’agente Cooper 25 anni dopo, seduto dentro la Loggia Nera a parlare col gigante invecchiato anche lui. Improvvisamente ci rendiamo conto del tempo passato ed è quasi come se questi anni, tanti in verità, siano passati velocissimi senza che ce ne rendessimo conto.

E’ una strana sensazione guardare i nuovi episodi di Twin Peaks, è difficile farlo senza una componente emozionale, senza una certa nostalgia. Per fortuna la serie non si perde nel sentimentalismo e nella ripetizione dei vecchi schemi e man mano che la storia procede siamo guidati a perderci dentro di essa lasciando da parte nostalgie e ricordi. Immediatamente si nota una maggiore oscurità rispetto alle prime stagioni, la fotografia lascia i toni da soap opera e diventa più cupa e drammatica, le immagini storiche della sigla, i boschi, la fabbrica, le cascate.. sono immerse in una densa nebbia che le nasconde in parte.

Veniamo poi catapultati a New York City, in uno strano laboratorio dove si tiene un ancora più strano esperimento segreto: un giovane deve fissare una strana scatola di vetro nell’attesa che succeda qualcosa. Mentre riceve la visita della ragazza però qualcosa avviene, una figura misteriosa appare nella scatola e si avventa sulla coppia di ragazzi trucidandoli.

Poi c’è un cambio di scena e facciamo la conoscenza con un Dale Cooper diverso, cattivo e ombroso, senza remore o esitazioni. E’ il doppelganger, il doppio malvagio dell’agente Cooper libero di circolare nel nostro mondo, mentre il vero Dale è prigioniero della Loggia Nera.

Ritroviamo anche il vecchio Dr. Jacoby, che indossa ancora gli occhiali da sole rossi e blu. Vive in una capanna nel bosco dove gli viene consegnato un paio di scatole di pale. Cosa serviranno mai? Rivediamo anche Benjamin e Jerry, il primo che ancora guida il The Great Northern Hotel mentre il secondo sembra curarsi solo della sua marijuana.

Poi veniamo portati Buckhorn, una cittadina del Sud Dakota dove è stato commesso un omicidio, una certa Ruth Davemport viene ritrovata con la testa mozzata nel suo letto e al posto del suo corpo c’è quello senza testa di uno sconosciuto. Vengono trovate nella stanza le impronte digitali di Bill Hastings, il preside di una scuola della cittadina.

C’è tempo ancora per la Signora Ceppo che chiama il vice Hawk per dargli un messaggio da parte del ceppo: manca qualcosa che riguarda l’agente Cooper, qualcosa che dovrà trovare grazie al suo “retaggio”.

Non si capisce bene quello che sta succedendo, ci sono cambi di scena con cambi di luoghi continui. La stranezza di Twin Peaks ha varcato i confini e si aggira per il resto degli Stati Uniti. Lynch è libero nel giocare con il gore e col suo umorismo macabro e assurdo e indugia nella stranezza delle cose o sull’assurdità delle scene ben oltre il tempo normalmente necessario. Ha 18 puntate a disposizione e può prendersi tutto il tempo che vuole

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