Jungle, la foresta secondo McLean

E’ appena uscito sulle piattaforme VOD Jungle, il film dell’australiano Greg McLean con Daniel Radcliffe. Il film, basato sul racconto dell’avventuriero israeliano Yossi Ghinsberg, narra la storia di 4 viaggiatori attraverso la foresta pluviale nel 1982.
Iniziato come un viaggio da sogno, presto la situazione degenera in un vero e proprio incubo. Radcliffe che impersona lo stesso Yossi, trascorrerà da solo nella foresta amazzonica tre settimane, prima di essere ritrovato dai soccorritori. Film di sopravvivenza e sull’oscurità dell’animo umano, è diretto da uno specialista di racconti turistici horror, essendo l’autore della saga Wolf Creek che dura ormai un decennio

Jungle-poster

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4 pensieri su “Jungle, la foresta secondo McLean

  1. wwayne ha detto:

    Dalla trama mi sembra un film in pieno stile Cannibal ferox, ma mi sembra molto strano che Daniel Radcliffe si presti ad un film così marcatamente di genere… la mia impressione è corretta?

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    • filmspagnusi ha detto:

      Guarda, dovrei vederlo a giorni per cui poi ti dirò, ma dalle interviste pare che Radcliffe abbia preso il ruolo molto sul serio, dimagrendo fino allo sfinimento. Poi conoscendo McLean penso che la giungla si trasformerà in un incubo agghiacciante, almeno spero. McLean ha detto di voler giocare con altri generi ma penso che la vena sadica non possa sparire all’improvviso. Per Radcliffe è un ruolo diverso dal solito ma forse anche negli ultimi Harry Potter abbiamo visto un Radcliffe più adulto e drammatico. Potrebbe essere un percorso di crescita, da ragazzotto idealista e sempliciotto dovrà lottare con tutte le sue forze per salvare la pelle in un mondo duro e selvaggio diverso dalla bambagia a cui molti sono abituati. Vedremo

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  2. filmspagnusi ha detto:

    Infine l’ho visto. Sto pensando se fare una recensione.. se trovo qualcosa di intelligente da dire la farò. Sempre che trovi il tempo… ti dirò che non è proprio un cannibal ferox, lo aspettavo un pò diverso. E’ un film sull’amicizia in fondo, non tanto sulla natura cattiva. In fondo non gli capita niente di pazzesco, è solo lui che non è capace di sopravvivere senza l’aiuto degli altri. Non so se sia una critica al naturismo o all’illusione di chi pensa che possa trovare chissà cosa nel mondo selvaggio e naturale, come era In To The Wild. Ci devo ancora ragionare.. a me è sembrato un film sulla solidarietà e sulla amicizia, senza le quali si soccombe. Ci penso un pò e vedo di raccogliere le idee. Radcliffe offre una buona prova, credibile e umano.. fa impressione come deperisce nel corso della pellicola

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