78/52 sbarca in UK

Poche scene nella storia del cinema sono diventate celebri come quella della doccia in Psycho di Alfred Hitchcock e meno ancora ricevono l’onore di ispirare un documentario come 78/52 di Alexandre O. Philippe. Il titolo del documentario fa riferimento proprio alle 78 inquadrature e 52 tagli necessari a confezionare La Scena che diventerà la pietra miliare del cinema horror.
Nella nuova clip uscita in questi giorni, gente del calibro di Guillermo del Toro e Mick Garris discutono dell’importanza di quella scena e come abbia cambiato il mondo del cinema e continui a influenzarlo ancora oggi.
Il film è già uscito negli USA, il 3 novembre sbarcherà nei cinema britannici.
La speranza di vederlo in Italia non è morta.

 

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Il film documentario 78/52 acquisito da IFC Midnight

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IFC Midnight ha acquisito i diritti di “78/52″, il film documentario di Alexandre O. Philippe presentato all’ultimo Sundance Film Festival.
Il film decostruisce la scena della doccia di Psycho di Alfred Hitchcock e presenta interviste con Guillermo del Toro, Bret Easton Ellis, Karyn Kusama, Eli Roth, Walter Much, Peter Bogdanovich e altri, tra cui la figlia di Janet Leigh, Jamie Lee Curtis e il figlio di Anthony Perkins, Osgood.
Il titolo del film deriva dal numero di posizioni della macchina da presa, 78 e dai tagli, 52, necessari alla creazione della famigerata scena.

7852-posterGirato in bianco e nero per far entrare in confidenza con la pellicola di Hitchcock, il film fa una panoramica completa di questo momento epico che ha cambiato il cinema per sempre.
La scena mostra l’uccisione in bagno di una donna di nome Marion Crane, interpretata da Janet Leigh e rappresenta la prima espressione cinematografica di violenza brutale e viscerale su un corpo femminile.
La scena della doccia dura complessivamente 45 secondi e l’accoltellamento solo 22 con 35 inquadrature e in nessuna di queste si vede il coltello affondare nel corpo di Marion: è il montaggio serrato che fa immaginare allo spettatore quello che sullo schermo non si vede.
La scena sarà omaggiata innumerevoli volte nel corso degli anni e resta un riferimento per l’horror e il cinema in generale.
Il film di Philippe esplora come Hitchcock, il montatore George Tomasini e lo storyboard Saul Bass siano stati capaci di creare una delle scene più famose e influenti mai girate. Affronta anche i vari temi che attraversano la pellicola e i cambiamenti socio-politici che stavano avvenendo in quegli anni facendo uso di un sacco di materiale d’archivio che ritraggono anche Hitchcock in interviste o lanci promozionali.