Arriva il noir soprannaturale nordico, I Remember You

IFC Midnight ha appena distribuito il trailer ufficiale di I Remember You (Ég man þig), il thriller islandese di Oskar Thor Axelsson, già regista di Black’s Game.
Basato sul noto romanzo di Yrsa Sigurdardóttir, la regina del crimine islandese, è un noir a cui si aggiunge un elemento soprannaturale.
Quando comincia la ristrutturazione di una casa maledetta su un isola remota una forza sinistra si scatena provocando una serie di terribili eventi soprannaturali.

Con Jóhannes Haukur Jóhannesson, Thor Kristjansson, Ágústa Eva Erlendsdóttir e Anna Gunndís Guðmundsdóttir, il film uscirà sulle piattaforme VOD il 10 Novembre.

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Hounds of Love al Tribeca film festival

Una delle pellicole di genere più intense dell’anno è sicuramente Hounds of Love.
Sarà nelle sale e in On Demand solo il 12 maggio ma ha partecipato al Festival di Venezia dove ha vinto come migliore attrice (Ashleigh Cummings), il festival internazionale di Bruxelles (premio milgior regista a Ben Young e migliore attrice a Emma Booth) e al Boston Underground Film Festival dove è arrivato secondo come miglior film. Adesso sarà presentato al Tribeca Film Festival.

Nella periferia di Perth durante la metà degli anni 80, una coppia di assassini, John e Evelyn White, uccidono donne senza che la cittadinanza si renda conto. Un giorno la giovane Vicky Maloney viene rapita in modo casuale dalla coppia di disturbati e legata a un letto come un oggetto dei loro sadici giochi. Comprendendo di essere sul punto di essere uccisa, Vicky giocherà il tutto per tutto per sopravvivere.

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Francesca

Strano film Francesca dei fratelli Luciano e Nicolas Poster_Francesca_1Onetti.
Sembra uscito veramente dagli anni 70, non è un richiamo vintage al cinema di quegli anni ma una vera e propria riproduzione di fotografia, costumi e scenografie.. che palesa una profonda conoscenza del genere nero di quegli anni.

Il film, presentato in anteprima mondiale al Festival di Sitges, è girato in Argentina in lingua italiana a testimonianza del legame col nostro cinema ed è ambientato in una generica cittadina italiana.
La cittadina è colpita da una serie di feroci delitti ispirati dalla Divina Commedia di Dante, i cadaveri vengono ritovati insieme a delle lettere che contengono versi del poema dantesco e due monete poste sugli occhi. Indagano i detectives Moretti e Succo che trovano un collegamento con un fatto accaduto 15 anni prima, quando la piccola Francesca, figlia del drammaturgo Vittorio Visconti, fu rapita senza che fosse mai più ritrovata.
Il film segue gli stilemi del giallo classico: omicidi rituali, indizi, polizia che brancola nel buio, il mistero nascosto nel passto e i traumi infantili.
Tantissimi sono i richiami ad elementi stilistici del giallo argentiano, a quello di Sergio Martino, Bava, a “Chi l’ha vista morire” di Aldo Lado, a “Mio caro assassino” di Tonino Valerii.
Fa sua la lezione di Tenebre con l’eliminazione delle anime impure ma inserisce un elemento più colto con le citazioni dantesche, la storia di Paolo e Francesca e le monete sugli occhi como obolo per Caronte.
La fotografia tipicamente anni 70, i colori saturi, i guanti di pelle dell’assassino, bambole, manichini, lame, macchine fotografiche e telefoni..
Il film ha una atmosfera morbosa con molte scene oniriche e una perversione strisciante che sfocia in alcune scene di tortura e sadomaso, molteplici le scene dei delitti efferati con spilloni che trapassano occhi e gole o ferri da stiro incandescenti che devastano la faccia della malcapitata. Anche la colonna sonora ricorda i suoni psichedelici dei Goblin di Profondo Rosso.
Unica pecca può essere rappresentata da un audio non all’altezza e un finale poco spiegato.