Rabbit al Fantastic Fest – il trailer

Farà la prima nordamericana al ormai prossimo Fantastic Fest di Austin, Texas, il nuovo thriller di Luke Shanahan, Rabbit. Il film australiano si ispira al classico genere horror psicologico degli anni ’70 ed è un racconto di ricerca della propria identità perduta. Rabbit segna l’esordio di uno dei principali sceneggiatori australiani, Luke Shanahan ed è già stato premiato al 2017 Melbourne Film Festival.
Protagonisti una grande Adelaide Clemens, Alex Russel, Jonny Pasvolsky e Veerle Baetens.
La studentessa Maude Ashton è convinta che la sua sorella gemella dispersa Cleo sia ancora viva e ritorna nella sua casa d’infanzia determinata a ritrovarla

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Split – Riflessione sulla follia della mente umana o la nascita di un supercriminale?

split_posterOggi ho visto Split di Shyamalan. E’ un bel film, mi è piaciuto.
Tornando a casa pensavo a quello che dovevo scrivere ma più ci pensavo più mi venivano in mente cose e chiavi di letture diverse, per cui provo a mettere un pò di ordine tra i pensieri. Split è il secondo film nato dalla collaborazione col produttore Jason Blum, specializzato nella produzione di film a basso budget, per questo il risultato è ancora più sorprendente: è una pellicola molto ben realizzata, con uno stile ben definito e asciutto per tutta la sua durata, nonostante la recitazione di James McAvoy che a volte potrebbe sembrare troppo enfatizzata. Molto misurata invece la stupefacente Anya Taylor-Joy che riesce a dar vita alla sofferta figura di Casey con navigata sicurezza.

Già dalla locandina si intuisce di cosa si tratta: il protagonista, Kevin soffre di un disturbo dissociativo delle identità, si contano 23 personalità differenti, di cui soltanto 9 appariranno nel film. La psichiatra che lo ha in cura è convinta che il suo pazienta possa rappresentare un passo avanti nell’evoluzione e che attraverso il suo studio si potrebbe capire come raggiungere alcune potenzialità del cervello. Le diverse personalità presenti nel suo paziente, infatti, son capaci di modificare addirittura il corpo, alcune soffrono di malattie, allergie, disturbi che le altre non presentano.
Una di queste personalità rapisce tre ragazze in un parcheggio che si risvegliano, dopo essere state narcotizzate, rinchiuse in un sotterraneo, cibo speciale per la bestia che deve arrivare.
Il film ha uno sviluppo lineare e coerente, il tema delle personalità multiple non viene affrontato con spiegazioni noiose, ma la storia si viene dipanando con l’avanzamento della narrazione. Poco a poco si vanno aggiungendo strati di conoscenza fino a comporre il quadro generale: la storia di Kevin, oggetto di molestie da piccolo, corre su un binario parallelo a quella di Casey, la ragazza rapita, che attraverso l’elaborazione del suo stato ci fa conoscere i particolari della sua infanzia. E arriviamo così a comporre tutte le personalità di Kevin solo per scoprire che è in arrivo la 24esima, la più pericolosa e la più potente. La bestia, come viene chiamata l’ultima personalità, ci viene annunciata a metà film, non si manifesta quindi con un colpo a sorpresa, segno che Shyamalan non vuole far del film un horror con vere scene di spavento, ma preparandone pian piano l’arrivo ci rende l’assurdo come realistico e possibile. L’elemento soprannaturale in fondo c’è in tutti i suoi film, ma qui viene quasi normalizzato.
Anche il twist finale, il colpo a sorpresa caratteristico del suo cinema, che deve sorprendere e spiazzare lo spettatore, qui manca. Shyamalan affronta un plot più tradizionale senza ricorrere a questo stratagemma, senza ribaltare la storia a un certo punto. Forse.
Dico forse perchè il finale si presta a una lettura differente. La scena finale è ambientata in un bar mentre scorrono in tv le notizie della fuga di Kevin, prontamente soprannominato l’Orda per via delle molte personalità. Tre donne discutono di un caso simile risalente a 15 anni fa, qualcuno sulla sedia a rotelle di cui non si ricordano il nome. Dietro di loro appare la figura di Bruce Willis che suggerisce: “L’uomo di vetro“.
Bruce sta interpretando David Dunn, il protagonista di Unbreakable (il predestinato) che fa riferimento alla sua nemesi interpretata da Samuel L. Jackson nello stesso film.
Questa fine inaspettata pone diversi interrogativi e ipotesi. Sappiamo che Shyamalan intendeva produrre un sequel di Unbreakable che avrebbe dovuto chiamarsi Night Chronicles per cui possiamo immaginare che il regista abbia gettato le basi per un sequel in cui a David sarà dato il compito di fermare l’Orda.
Ma in questa maniera il finale potrebbe portare anche a una rilettura di tutto il film, facendolo diventare, da thriller psicologico a sfondo horror, un film supereroistico, in cui la malattia mentale di Kevin non sarebbe intesa come una riflessione sul controverso disturbo dissociativo della personalità ma come origine di un criminale con superpoteri, sulla falsariga di Legion, caracter degli Xmen dotato anche esso di personalità multiple e che avrà il suo show su FX a partire dal prossimo febbraio.

Nuova clip video per Raw

L’horror francese di Julia Ducournau, che arriverà nelle sale questa primavera, si mostra in una nuova clip video pubblicata da Focus World

Justine viene da una famiglia di veterinari ed è vegana.  Iscrittasi alla facoltà di veterinaria Justine tenta di adattarsi e integrarsi in ogni modo al nuovo ambiente, allontanandosi dai principi della sua famiglia e mangiando carne cruda per la prima volta. Justine dovrà presto affrontare le conseguenze terribili delle sue azioni quando la sua vera personalità comincerà ad emergere.

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