Notizie su Glass, sequel di Unbreakable di Shyamalan

M. Night Shyamalan è al lavoro su Glass, il sequel ufficiale di Unbreakable. Secondo The Hollywood Reporter si sono uniti al cast riprendendo i ruoli che avevano nel primo film risalente al 2000, Spencer Treat Clark e Charlayne Woodard, rispettivamente figlio del personaggio di Bruce Willis e madre di Samuel L. Jackson. Bruce Willis ricoprirà il ruolo della guardia di sicurezza David Dunn dotato di super poteri, mentre James McAvoy ritorna come Kevin Wendell Crumb, l’uomo dalle molteplici personalità visto in Split. Dunn da la caccia a Kevin, The Beast, sotto la regia nascosta di Elijah Price, Mr. Glass (L. Jackson) che detiene segreti critici su entrambi gli uomini.
Ritorna anche Anya Taylor-Joy nel ruolo di Casey Cooke, l’unica prigioniera sopravvissuta ad un incontro con The Beast in Split.
Non ci resta che aspettare

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Split primo al box office

Il ritorno di Shyamalan è avvenuto in grande stile: il suo Split è al primo posto nel Box Office USA per la seconda settimana di fila. Ha guadagnato già 78 milioni di dollari a fronte di un costo di soli 9 milioni.

Al secondo posto si piazza Qua la Zampa e al terzo il deludente Resident Evil: the Final Chapter

Split – Riflessione sulla follia della mente umana o la nascita di un supercriminale?

split_posterOggi ho visto Split di Shyamalan. E’ un bel film, mi è piaciuto.
Tornando a casa pensavo a quello che dovevo scrivere ma più ci pensavo più mi venivano in mente cose e chiavi di letture diverse, per cui provo a mettere un pò di ordine tra i pensieri. Split è il secondo film nato dalla collaborazione col produttore Jason Blum, specializzato nella produzione di film a basso budget, per questo il risultato è ancora più sorprendente: è una pellicola molto ben realizzata, con uno stile ben definito e asciutto per tutta la sua durata, nonostante la recitazione di James McAvoy che a volte potrebbe sembrare troppo enfatizzata. Molto misurata invece la stupefacente Anya Taylor-Joy che riesce a dar vita alla sofferta figura di Casey con navigata sicurezza.

Già dalla locandina si intuisce di cosa si tratta: il protagonista, Kevin soffre di un disturbo dissociativo delle identità, si contano 23 personalità differenti, di cui soltanto 9 appariranno nel film. La psichiatra che lo ha in cura è convinta che il suo pazienta possa rappresentare un passo avanti nell’evoluzione e che attraverso il suo studio si potrebbe capire come raggiungere alcune potenzialità del cervello. Le diverse personalità presenti nel suo paziente, infatti, son capaci di modificare addirittura il corpo, alcune soffrono di malattie, allergie, disturbi che le altre non presentano.
Una di queste personalità rapisce tre ragazze in un parcheggio che si risvegliano, dopo essere state narcotizzate, rinchiuse in un sotterraneo, cibo speciale per la bestia che deve arrivare.
Il film ha uno sviluppo lineare e coerente, il tema delle personalità multiple non viene affrontato con spiegazioni noiose, ma la storia si viene dipanando con l’avanzamento della narrazione. Poco a poco si vanno aggiungendo strati di conoscenza fino a comporre il quadro generale: la storia di Kevin, oggetto di molestie da piccolo, corre su un binario parallelo a quella di Casey, la ragazza rapita, che attraverso l’elaborazione del suo stato ci fa conoscere i particolari della sua infanzia. E arriviamo così a comporre tutte le personalità di Kevin solo per scoprire che è in arrivo la 24esima, la più pericolosa e la più potente. La bestia, come viene chiamata l’ultima personalità, ci viene annunciata a metà film, non si manifesta quindi con un colpo a sorpresa, segno che Shyamalan non vuole far del film un horror con vere scene di spavento, ma preparandone pian piano l’arrivo ci rende l’assurdo come realistico e possibile. L’elemento soprannaturale in fondo c’è in tutti i suoi film, ma qui viene quasi normalizzato.
Anche il twist finale, il colpo a sorpresa caratteristico del suo cinema, che deve sorprendere e spiazzare lo spettatore, qui manca. Shyamalan affronta un plot più tradizionale senza ricorrere a questo stratagemma, senza ribaltare la storia a un certo punto. Forse.
Dico forse perchè il finale si presta a una lettura differente. La scena finale è ambientata in un bar mentre scorrono in tv le notizie della fuga di Kevin, prontamente soprannominato l’Orda per via delle molte personalità. Tre donne discutono di un caso simile risalente a 15 anni fa, qualcuno sulla sedia a rotelle di cui non si ricordano il nome. Dietro di loro appare la figura di Bruce Willis che suggerisce: “L’uomo di vetro“.
Bruce sta interpretando David Dunn, il protagonista di Unbreakable (il predestinato) che fa riferimento alla sua nemesi interpretata da Samuel L. Jackson nello stesso film.
Questa fine inaspettata pone diversi interrogativi e ipotesi. Sappiamo che Shyamalan intendeva produrre un sequel di Unbreakable che avrebbe dovuto chiamarsi Night Chronicles per cui possiamo immaginare che il regista abbia gettato le basi per un sequel in cui a David sarà dato il compito di fermare l’Orda.
Ma in questa maniera il finale potrebbe portare anche a una rilettura di tutto il film, facendolo diventare, da thriller psicologico a sfondo horror, un film supereroistico, in cui la malattia mentale di Kevin non sarebbe intesa come una riflessione sul controverso disturbo dissociativo della personalità ma come origine di un criminale con superpoteri, sulla falsariga di Legion, caracter degli Xmen dotato anche esso di personalità multiple e che avrà il suo show su FX a partire dal prossimo febbraio.

Lo strano caso di Anya Taylor Joy

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Attrice sconosciuta fino a pochi mesi fa, in un anno è presente in ben tre film importanti.
La prima apparizione la fa in The Witch e ottiene critiche molto positive e diverse menzioni.
Poche settimane fa era sugli schermi con Morgan in cui interpretava la protagonsta, una ragazzina in cui veniva impiantata una intelligenza artificiale.
Tra qualche giorno la vedremo in Split, il film di M. Night Shyamalan, in cui interpreta Casey Cooke, una giovane ragazza che viene rapita dal cattivo James McAvoy e rinchiusa in uno scantinato.
Ma non finisce qui, sarà presto protagonista del thriller di Sergio G. Sanchez, Marrowbone.
In una recente intervista, la ragazza prodigio ha spiegato di amare il genere horror e le sensazioni che esso è in grado di suscitare, tanto da non avere ancora intenzione di abbandonarlo.
E noi ci contiamo.