Twin Peaks: arriva il Dossier Finale!

Il 5 dicembre arriva in Italia l’ultima opera di Mark Frost, “Twin Peaks – The Final Dossier“. Il libro mette la parola fine al caso Laura Palmer, alle indagini della Rosa Blu e a ogni evento mostrato nelle tre stagioni di Twin Peaks. E’ il seguito di “The Secret History of Twin Peaks” uscito all’inizio di quest’anno ed è presentato con una narrazione tradizionale rispetto al primo libro che era una raccolta di documenti. Il libro si propone di dare tutte le risposte che Lynch non ha fornito all’interno della serie, risolvendo in maniera definitiva tutti i misteri che ancora potevano esserci. Se una nuova stagione si farà, credo che sarà completamente diversa da quelle che abbiamo visto.
Dimenticavo: il libro va letto solo dopo aver visto la terza stagione!

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Twin Peaks è finito: cosa diavolo abbiamo visto?

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E alla fine Twin Peaks arriva al capolinea. L’ultima doppia puntata capovolge tutto quello che avevamo visto fino a quel punto, ma tante sono le implicazioni che è difficile mettere tutto nero su bianco. Uno dei tormentoni della stagione è la domanda che Mike pone a Cooper più volte:”Is it Future or Is It Past?“, questo è il futuro o è il passato? E alla fine del percorso non ne siamo più per niente convinti.
Twin Peaks non è Twin Peaks. Nel senso che la stagione ultima ha poco a che fare con le due stagioni originali, sono diverse le atmosfere, sono diversi i linguaggi televisivi, sono probabilmente diverse le tematiche. Se la serie originale era permeata da un clima di soap opera tipica di quegli anni, la nuova è assolutamente priva, oscura e incomprensibile come la caducità della vita. Il male ha vinto la battaglia ed è dappertutto. Si riflette nelle facce invecchiate dei protagonisti, nei quali la luce della speranza sembra sopita per sempre. Twin Peaks non è Twin Peaks perché l’azione non si svolge più solo a Twin Peaks, anzi sembra che a volte Lynch ci metta una scena solo per ricordarci il legame con la celeberrima cittadina con 51.201 abitanti, che siamo sempre lì, praticamente a casa.
Con l’ultima puntata capiamo anche che Lynch ci ha un po’ presi in giro, che tutte le sottotrame inserite in questi mesi erano fine a se stesse, erano soltanto in onore ai vari personaggi che sono sopravvissuti a questi lunghi 25 anni. E le sottotrame si chiudono così, in maniera buffa o drammatica, ma praticamente inutile ai fini della serie. Non ci sono misteri da svelare ma soltanto cose da capire. La stagione è una battaglia tra bene e male, non è un giallo o un thriller, non ci sono indagini da fare.. è la concezione pessimistica di Lynch che si materializza in un nastro di celluloide. La stagione non ha avuto il successo sperato, ma non era evidentemente studiata per avere successo. Anzi conteneva tutti gli elementi perché non lo avesse: tempi lunghi, dilatati oltre la normale sopportazione, narrazione non lineare, continuo sovrapporsi tra realtà e sogno, attese senza esiti, effetti speciali fatti apparentemente malissimo. Spesso le cose apparivano così confuse da non capire cosa significassero ma nella logica di Lynch non conta quello che accade ma conta quello che uno crede che sia accaduto. Prometto di tornarci per fare un punto sulla serie, al momento sono sconvolto

Sedicesima puntata di Twin Peaks – il ritorno dell’agente Cooper!!

Twin Peaks non è una serie tv, o almeno non è solo una serie tv, è un posto dell’anima che ci rimanda a una stagione perduta, a una antica giovinezza, a quando non avevamo paura del tempo e della caducità della vita ma anzi coltivavamo il desiderio di bruciare le tappe e diventare subito adulti.

Il risveglio dell’agente Cooper ha l’effetto di uno di quegli imbuti temporali che ti fanno fare un salto riportandoti a una età ormai passata come se tutto il vissuto fosse stato solo un lungo sogno. Ebbene si, Dale Cooper è tornato. Dopo 25 anni è tornato e la nostra attesa è sembrata un alito di vento.

Lynch comincia un conto alla rovescia, è il momento di chiudere, di riallacciare i fili per quanto possibile. Alcune storie arrivano al compimento, Diane, Richard Horne, i due bifolchi Chantal e Hutch; mancano solo due puntate e dare un senso a tutto quello a cui abbiamo assistito nel corso delle prime 15 puntate è un compito arduo.

Dunque, questo episodio fa da spartiacque e, anche se non siamo convinti al 100% di quello che stiamo vedendo, la storia procede verso una conclusione riannodando tutte le linee narrative. Vediamo un po’ cosa è successo dividendo la storia appunto per linee narrative. L’apertura è per Evil Cooper.

Evil Cooper

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La puntata si apre con Evil Cooper e Richard Horne che procedono in macchina in mezzo al nulla. A un certo punto  si fermano e scendono dall’auto, sono lì per via delle coordinate geografiche che sono state date a Evil Coop da 3 persone diverse, due coincidevano mentre la terza era differente. Evil Cooper da il localizzatore GPS a Richard e lo fa andare verso il luogo preciso, ma appena egli ci arriva riceve una scarica di fulmini che lo disintegra sotto i nostri occhi. Era destinata a Evil Coop? Impassibile il nostro lo saluta con un “Arrivederci, figlio mio”. Evil è davvero il padre di Richard? I fulmini sono un’arma contro il male?

Dalla collina vicina, un sempre più stralunato Jerry Horne assiste alla scena guardando tutto con il suo binocolo messo al contrario. Boh..

Dougie – Cooper

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Dopo gli eventi della scorsa puntata, ritroviamo Dougie in coma in un letto di ospedale a Las Vegas. Accanto vi sono Jane e Jim. Vanno a trovarlo il suo capo Bushnelle i fratelli Mithc che portano cibo e fiori e chiedono la chiave di casa a Jane per prepararla alla loro maniera. Ma appena Dougie viene lasciato solo appare la visione dell’uomo senza un braccio e Dougie si sveglia all’improvviso. “Ti sei svegliato?” chiede l’uomo e Dale Cooper risponde di si, l’agente dell’FBI è tornato!
L’uomo senza un braccio gli da un anello e Cooper chiede se ha ancora il seme, quindi si trappa dei capelli e li da all’uomo, chiedendogli di farne un altro. L’uomo senza un braccio scompare e entrano Jane e Jim. Cooper è pronto per uscire, si riveste e chiede a Bushnell il suo revolver, quindi manda Jane a prendere la macchina. Chiama al telefono i Mitch e dice loro di preparare un aereo per Spokane, Washington.
Cooper è tornato e da pochi gesti possiamo trovare l’uomo che avevamo lasciato 25 anni fa, calmo, deciso e con uno scopo. Bentornato, agente Cooper!
Cooper e Jane arrivano al casinò dei Mitchums, Coop spiega a Jane e Jim che deve partire ma promette di tornare, Jane capisce che l’uomo che ha di fronte non è Dougie ma gli chiede lo stesso di non andare.
Cooper si avvia con i Mitch verso l’aereo e nella limousine spiega che è un agente dell’FBI e che deve andare all’ufficio dello sceriffo di Twin Peaks. I Mitch sono timorosi, dicono che non è un posto in cui solitamente sono benvenuti ma Cooper li rassicura dicendo loro che lui è testimone che hanno un cuore d’oro. Nella limousine c’è buonumore.

Chantal e Hutch

I due balordi sono appostati fuori dalla casa di Dougie dentro al loro furgone. Arriva l’FBI che bussa alla porta di Dougie ma non ricevendo risposta lascia una macchina a sorvegliare la casa.
Mentre aspettano, arriva una macchina davanti al furgone di Hutch, ne esce un tipo strano che con fare minaccioso intima alla coppia di allontanarsi dal suo vialetto. Le cose degenerano rapidamente fino a che il tipo non tira fuori una mitraglietta uccidendo Chantal e Hutch.

Audrey

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Siamo al Roadhouse dove si esibisce Edward Louis Severson (Eddie Vedder dei Pearl Jam) che suona Out of Sand, una riflessione sul tempo che scorre. Audrey e Charles entrano nel bar. Quando Vedder termina la sua performance, l’annunciatore rivela che è tempo per Audrey di danzare. Mentre la gente fa spazio al centro della scena, partono le note di “Audrey’s Dance” e Audrey, come in trance, si lascia trasportare dalla musica, ondeggiando e muovendo sinuosamente le braccia. La gioia sul suo volto è evidente e sembra quasi di rivederla giovanissima nel locale di Norma, 25 anni fa.
All’improvviso nasce un alterco tra due uomini spezzando il momento magico, Audrey si precipita tra le braccia di Charles chiedendo di andare via ma si ritrova improvvisamente in una stanza bianca mentre guarda in uno specchio il proprio riflesso.
“Siamo come il sognatore che sogna e poi vive nel sogno. Ma chi è il sognatore?”
Il significato di questo è oscuro, cosa è successo a Audrey, qual è la sua storia?

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Diane

Ritroviamo Diane al bar dell’Hotel intenta a bere quando riceve un misterioso messaggio da parte di Evil Cooper: “:-) All”.
Il messaggio ha un effetto devastante su di lei, appare veramente sconvolta mentre esclama di ricordare tutto e prima di rispondere al messaggio con una serie di numeri. Diane mette via il telefono, si intravede nella borsa una rivoltella quindi si avvia verso la camera di Gordon. La sequenza è tesa e angosciante, come se dovesse accadere qualcosa di orrendo e ogni passo è ritmato dalla musica assordante. Arrivata davanti la porta di Gordon, questi, come se avvertisse la sua presenza, le dice di entrare. Sedutasi su una poltrona, Diane, comincia a raccontare una storia, di quella notte in cui rivide Cooper, rivelando la terribile violenza subita da Evil Cooper che poi la trascina in quell’orribile posto del distributore popolato dalle creature nere. All’improvviso tenta di estrarre la rivoltella contro Gordon ma viene colpita da Tammy e Albert. Il suo corpo è preda di orrendi spasmi fino a sparire nel nulla, come primo caso della “Rosa Blu”.
Diane ricompare seduta nella sala d’attesa rossa della Loggia Nera. L’uomo senza un braccio le dice che è stata creata dal nulla, lei ammette di saperlo e reagisce al solito modo: “fanculo”. Il suo corpo comincia a scomporsi fino a esplodere lasciando il suo seme racchiuso in una palla d’oro. E’ lo stesso seme di cui parlavano Cooper e l’uomo senza un braccio?
Diane era solo un simulacro? è mai esistita la vera Diane e se si.. che fine ha fatto?

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C’è tutto Lynch in questo episodio, le corse in auto viste in soggettiva come in Strade Perdute, le periferie ordinate e perfette che diventano inferno sulla terra grondante di sangue, il gioco tra realtà e finzione, lo humor nero che condisce le scene più esilaranti, la contrapposizione tra bene e male. Non siamo mai certi che quello che vediamo sia la realtà, potrebbe essere un sogno di qualcuno, una realtà parallela o solo una immaginazione. Ma il tempo passa, l’ingenuità si perde e non si torna indietro, anche se resta la malinconia.

Ritorna Twin Peaks con l’attesa nona puntata

Dopo la pausa di una settimana, ieri Twin Peaks è stato regolarmente in onda con la attesa nona puntata. In America la puntata è stata trasmessa domenica 9 luglio, ma abbiamo preferito aspettare quella in italiano.
Dopo lo shock dell’ottavo episodio la serie torna a canoni narrativi più consueti per questa stagione, disponendo altri tasselli nella complicatissima trama.
Se l’ultimo episodio era pieno di simbolismi, il nuovo riprende a seguire le vicende dei personaggi che abitano la serie. Ritroviamo Evil Cooper, il doppio malvagio dell’agente Dale, vivo e ricoperto di sangue che si avvicina a una fattoria dove incontra due nuove star: Tim Roth e Jennifer Jason Leigh. Si fa dare dai due un telefono con cui manda un messaggio a un numero sconosciuto che dice: intorno alla tavola la conversazione è vivace. Quindi chiama Duncan Todd per chiedere se è stato completato qualcosa chiedendo che venga completato al più presto.
Gordon, Tammy, Alber e Diane sono in aereo di ritorno a Philadelpia quando Gordon riceve una chiamata dal colonnello Davis che lo informa del corpo a Buckhorn in Dakota del Sud. L’aereo viene fatto deviare verso il sud Dakota.
Arrivati alla Morgue, Tammy, Gordon e Albert vanno a controllare il cadavere del maggiore Briggs lasciando Diano in sala d’aspetto. Diano controllando il cellulare trova il messaggio di Evil Cooper. Non ci viene spiegato il rapporto tra i due, si possono fare solo illazioni.
Il corpo pare quello di Briggs ma non corrisponde l’età che sembra esseri fermata a 25 anni fa. Gordon e Albert decidono di intervistare l’unico indiziato, William Hasting che racconta loro di gestire un blog insieme a Ruth, la deceduta biblotecaria, che parla di dimensioni alternative. Hasting sostiene di aver conosciuto Briggs proprio in una di queste realtà e che dopo aver chiesto delle coordinate ha cominciato a galleggiare in aria e ha perso la testa.
A las Vegas intanto Dougie (Il doppio buono), Jane e il suo capo sono al dipartimento di polizia per essere interrogati. I fratelli Fusco che conducono l’indagine, scoprono che prima del 1997 non ci sono notizie su Dougie. Dougie, seduto nel corridoio, fissa la bandiera americana da cui distoglie lo sguardo per seguire i tacchi rossi di una donna che attraversa la stanza.
Nel frattempo i 3 agenti ricevono una dritta su ike the Spike, il nano omicidia, e lo arrestano.
Quindi si ritorna a Twin Peaks dove lo Sceriffo Truman, il Vice Hawk e Bobby Briggs continuano le indagini sull’agente Cooper. I 3 visitano betty, la madre di Bobby, per farle delle domande sull’incontro tra marito defunto e l’agente Cooper 25 anni prima. La vedova risponde di aspettare questo momento da anni, che Briggs le aveva detto che sarebbe arrivato questo momento dandole istruzioni su cosa fare. Da un vano nascosto in una poltrona rossa tira fuori un tubo di metallo che da ai tre. Betty dice a Bobby che suo padre sapeva che sarebbe cresciuto per essere in quella posizione e c’è un momento di commozione tra i due. Tornati alla stazione cercano di aprire il tubetto metallico ma solo Bobby sa come fare e una volta aperto rivela dei foglietti arrotolati. Questi contengono strane e criptiche istruzioni che parlano direttamente a Bobby

Twin Peaks salta una settimana

Domenica scorsa non abbiamo avuto la consueta puntata di Twin Peaks che si prende una settimana di riposo e così il venerdì è saltato il consueto appuntamento italiano con la serie. E’ il momento di tirare le somme approfittando del maggior tempo per elaborare l’ultima shockante puntata, la numero otto.

E’ difficile descrivere una puntata del genere, più difficile rispetto al già complicato compito. Se la stagione originaria era basata su un mistero immediatamente individuabile, la rinascita di twin peaks confonde continuamente lo spettatore che si chiede in ogni momento cosa stia veramente succedendo. La storia procede per scene scollegate tra loro a creare un arazzo complicatissimo che sarà difficile da dirimere alla fine della stagione e la mancanza di un mistero centrale è sostituita dall’incertezza che pervade ogni secondo della storia.

Le ultime tre puntate sono completamente diverse l’una dall’altra: la sesta lenta che segna una pausa non inserendo nuove storyline; la settima che ritorna a bomba con umorismo, terrore e intrigo, otre alla solita dose di surrealismo lynchiano; la ottava che spazza via tutte le aspettative del pubblico e ci regala qualcosa di così surreale e strano da essere impossibile da descrivere.

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Mentre scrivo queste poche righe sto rimettendo sul mysky la puntata, è impossibile descriverla senza rivederla ancora. L’unica cosa che mi frulla ancora in testa dalla passata visione è quell’assurda filastrocca ripetuta ossessivamente: questa è l’acqua, questo è il pozzo..

Il nuovo Twin Peaks, prime impressioni

Il primo episodio si apre con le immagini dell’ultima puntata di 25 anni fa, l’agente Cooper è nella Loggia Nera con Laura Palmer che pronuncia le fatidiche parole: “ci rivedremo tra 25 anni” e alla chiusura della scena partono le musiche di Angelo Badalamenti. Non si può trattenere un brivido, è come tornare all’antica giovinezza, come un ritorno a casa. Il tempo sembra bloccato, l’agente Cooper è uguale a come lo avevano lasciato, Laura la bella reginetta morta troppo presto. E’ una sensazione che dura poco, alla fine della sigla ritroviamo l’agente Cooper 25 anni dopo, seduto dentro la Loggia Nera a parlare col gigante invecchiato anche lui. Improvvisamente ci rendiamo conto del tempo passato ed è quasi come se questi anni, tanti in verità, siano passati velocissimi senza che ce ne rendessimo conto.

E’ una strana sensazione guardare i nuovi episodi di Twin Peaks, è difficile farlo senza una componente emozionale, senza una certa nostalgia. Per fortuna la serie non si perde nel sentimentalismo e nella ripetizione dei vecchi schemi e man mano che la storia procede siamo guidati a perderci dentro di essa lasciando da parte nostalgie e ricordi. Immediatamente si nota una maggiore oscurità rispetto alle prime stagioni, la fotografia lascia i toni da soap opera e diventa più cupa e drammatica, le immagini storiche della sigla, i boschi, la fabbrica, le cascate.. sono immerse in una densa nebbia che le nasconde in parte.

Veniamo poi catapultati a New York City, in uno strano laboratorio dove si tiene un ancora più strano esperimento segreto: un giovane deve fissare una strana scatola di vetro nell’attesa che succeda qualcosa. Mentre riceve la visita della ragazza però qualcosa avviene, una figura misteriosa appare nella scatola e si avventa sulla coppia di ragazzi trucidandoli.

Poi c’è un cambio di scena e facciamo la conoscenza con un Dale Cooper diverso, cattivo e ombroso, senza remore o esitazioni. E’ il doppelganger, il doppio malvagio dell’agente Cooper libero di circolare nel nostro mondo, mentre il vero Dale è prigioniero della Loggia Nera.

Ritroviamo anche il vecchio Dr. Jacoby, che indossa ancora gli occhiali da sole rossi e blu. Vive in una capanna nel bosco dove gli viene consegnato un paio di scatole di pale. Cosa serviranno mai? Rivediamo anche Benjamin e Jerry, il primo che ancora guida il The Great Northern Hotel mentre il secondo sembra curarsi solo della sua marijuana.

Poi veniamo portati Buckhorn, una cittadina del Sud Dakota dove è stato commesso un omicidio, una certa Ruth Davemport viene ritrovata con la testa mozzata nel suo letto e al posto del suo corpo c’è quello senza testa di uno sconosciuto. Vengono trovate nella stanza le impronte digitali di Bill Hastings, il preside di una scuola della cittadina.

C’è tempo ancora per la Signora Ceppo che chiama il vice Hawk per dargli un messaggio da parte del ceppo: manca qualcosa che riguarda l’agente Cooper, qualcosa che dovrà trovare grazie al suo “retaggio”.

Non si capisce bene quello che sta succedendo, ci sono cambi di scena con cambi di luoghi continui. La stranezza di Twin Peaks ha varcato i confini e si aggira per il resto degli Stati Uniti. Lynch è libero nel giocare con il gore e col suo umorismo macabro e assurdo e indugia nella stranezza delle cose o sull’assurdità delle scene ben oltre il tempo normalmente necessario. Ha 18 puntate a disposizione e può prendersi tutto il tempo che vuole

Ci rivedremo tra 25 anni

E alla fine è arrivato il gran giorno, la data che attendevamo da 25 anni. Chi non è più giovanissimo ricorderà il tormentone che si ascoltava ovunque in quel lontano 1991: chi ha ucciso Laura Palmer?
Si creò una curiosità fortissima verso la serie, forse per la prima volta nella storia della tv, tale da non potersi esimere dal guardarla. E così fummo scaraventati nel mondo di Twin Peaks, un mondo strano e affascinante, un misto di soap opera e detective story che rendeva la serie particolare e unica. E sopra tutto le atmosfere tipiche lynchiane. La serie parlava di una cittadina montana vicino al confine col Canada, Twin Peaks, che all’improvviso si ritrova sotto shock per il ritrovamento del cadavere della reginetta del liceo, Laura Palmer. A indagare arriva l’agente Dale Cooper, personaggio ormai iconico, che si trova a scavare sotto la superficie all’ombra degli onnipresenti e maestosi alberi di Douglas, facendo uscire alla luce il marcio e il torbido che si nascondevano nella realtà quotidiana. Nell’immaginario lynchiano è sempre la normalità, la tranquilla periferia, che nasconde i peggiori segreti e i mostri. E in twin peaks troviamo l’incesto, lo sfruttamento sessuale, l’abuso di droga, le violenze domestiche, l’omicidio. Era come se, mentre procedevano le indagini, si scendesse nell’inferno della normalità che diventava sempre più osceno e indicibile. A un certo punto però, l’incanto si ruppe. Alla produzione interessava soprattutto la risoluzione dell’omicidio: chi cavolo è stato a uccidere la povera Laura Palmer? E così si decise di rivelare l’omicida prima della metà della seconda stagione. Lynch avrà parole durissime, dirà che quello era il segreto che reggeva tutti gli altri, che fu un errore gravissimo e imperdonabile. Dirà che non sarebbe mai più tornato alla televisione, cosa per fortuna non mantenuta. Ma insomma andò così, mi pare all’ottava puntata fu svelato il mistero e da quel momento il pubblico si sentì gratificato e poco a poco smise di seguire la serie. Lynch e Frost si disinteressarono e i collaboratori non sapendo che pesci pigliare, introdussero sottotrame poco riuscite. Il destino era segnato e infatti l’ABC decise la cancellazione. Gli ultimi due episodi videro il ritorno di Lynch e Frost e un innalzamento della qualità, proposero un finale aperto come per invogliare la produzione a una terza stagione ma le cose non andarono bene e Twin Peaks finì la sua corsa.
Ma la visione di Laura Palmer che annuncia a Cooper “ci rivedremo tra 25 anni” fa venire ancora la pelle d’oca. E a 25 anni da quell’avvertimento siamo di nuovo qui. A un twin Peaks che non è Twin Peaks, che non si perde nel revival o nella nostalgia. E’ un’altra cosa, come anche il tipo di immagine è diversa, più moderna e adulta. E’ ancora presto per dire cosa sia, ma non è più legato ai luoghi di twin peaks, si spazia molto e nella prima puntata non viene mostrato nulla che faccia ricordare l’iconografia così tipica delle prime stagioni: il vento tra gli alberi, il semaforo ondeggiante, le luci fluorescenti. Quello che rimane, forse, è il senso di inquietitudine e di straniamento, il senso di mistero e di incertezza. Benvenuto Twin Peaks, ci mancavi da tanto

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Twin Peaks, l’attesa è finita

Film and Television

Stanotte in America andranno in onda le prime due puntate della nuova stagione di Twin Peaks. Sono passati 25 anni dall’arrivo dell’agente Dale Cooper a Twin Peaks ma l’attesa è quasi finita.
Showtime ha onorato la richiesta di Lynch di mantenere il più stretto riserbo sul contenuto dello show fino alla sua premiere e infatti non abbiamo idea di cosa aspettarci.
Durante la produzione ci sono stati molti problemi, a un certo punto sembrava che il progetto venisse abbandonato ma, alla fine, Lynch e Frost sono tornati indietro e Showtime li ha lasciati liberi di fare lo show che volevano fare.

Nuovo promo per Twin Peaks

Il giorno del debutto della nuova stagione di Twin Peaks si avvicina e Showtime rilascia un nuovo promo intitolato The Darkness of Future Past. La serie evento debutterà il 21 maggio alle 21 americane. Subito dopo la prima puntata, gli abbonati Showtime avranno accesso alla terza e quarta parte esclusivamente attraverso il servizio di streaming dalla rete e attraverso Showtime On Demand.
La settimana successiva Shotime trasmetterà le due puntate 3 e 4 sulla rete tv e seguendo le altre puntate di un’ora nelle settimane successive.
Venticinque anni dopo, la storia continua..

Due nuovi teaser video per Twin Peaks

In attesa del debutto della nuova stagione di Twin Peaks che avverrà Domenica 12 maggio, Showtime propone due brevi teaser video

Considerata una delle serie tv più innovative e influenti di tutti i tempi, “Twin Peaks” ha seguito gli abitanti di una città pittoresca del Nordovest degli Stati Uniti, la cui tranquillità è stata bruscamente interrotta dal ritrovamento del corpo senza vita della reginetta locale Laura Palmer, brutalmente assassinata. Lo sceriffo della città ha accolto con favore l’aiuto dell’agente dell’FBI Dale Cooper, che è venuto in città per indagare sul caso. Mentre Cooper conduce la sua ricerca dell’assassino di Laura, i segreti della città vengono gradualmente esposti. Venticinque anni dopo, la storia continua …