Notizie su Glass, sequel di Unbreakable di Shyamalan

M. Night Shyamalan è al lavoro su Glass, il sequel ufficiale di Unbreakable. Secondo The Hollywood Reporter si sono uniti al cast riprendendo i ruoli che avevano nel primo film risalente al 2000, Spencer Treat Clark e Charlayne Woodard, rispettivamente figlio del personaggio di Bruce Willis e madre di Samuel L. Jackson. Bruce Willis ricoprirà il ruolo della guardia di sicurezza David Dunn dotato di super poteri, mentre James McAvoy ritorna come Kevin Wendell Crumb, l’uomo dalle molteplici personalità visto in Split. Dunn da la caccia a Kevin, The Beast, sotto la regia nascosta di Elijah Price, Mr. Glass (L. Jackson) che detiene segreti critici su entrambi gli uomini.
Ritorna anche Anya Taylor-Joy nel ruolo di Casey Cooke, l’unica prigioniera sopravvissuta ad un incontro con The Beast in Split.
Non ci resta che aspettare

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L’horror del 2017

L’horror è un genere che da tanto tempo si da per morto, ma ogni anno ci regala qualche titolo di buon livello. In questi quasi 4 mesi di 2017 abbiamo già avuto pellicole interessanti. Vediamo un po’ le uscite italiane.

Apre il 2017 un film importante, Split, che conferma il ritorno di Shyamalan all’horror dopo il film dell’anno scorso The Visit. E possiamo anche dire che il regista conferma tutte le sue qualità, lasciando la sua firma negli istanti finali del film che preludono a un ritorno a breve.

Segue Incarnate, di Brad Peyton,  in cui il dottor Seth Emper, che ha la capacità di entrare nella mente delle persone possedute per liberarle dagli spiriti parassiti, viene incaricato dal Vaticano a intervenire nel caso di un bambino posseduto, Cameron. Lo spirito maligno potrebbe essere lo stesso a cui da la caccia da sempre, Maggie, responsabile della morte della moglie e del figlio in un incidente di auto e della perdita dell’uso delle gambe.
Il film non ha ricevuto critiche molto favorevoli, non riuscendo a distaccarsi dai soliti schemi dei film di esorcismi, anche partendo da una figura originale di esorcista.

A sorpresa è arrivato nelle nostre sale The Autopsy of Jane Doe, titolato semplicemente Autopsy, il film di André Øvredal che vede due medici legali, padre e figlio, alle prese con la morte misteriosa di una giovane donna. Durante la autopsia faranno scoperte terrificanti.
Il film ha un ottimo primo tempo, durante il quale vengono raccolti i dati dell’autopsia che fanno nascere mille interrogativi circa la morte della giovane e un secondo tempo con meno ritmo in cui interviene il fattore paranormale. Comunque un titolo da vedere assolutamente, uno dei più interessanti dell’anno.

Poi sono arrivati i pesi massimi, che probabilmente non hanno sfondato, Underworld: Blood Wars, Resident Evil: The Final Chapter e The Ring.
The Ring è una sorta di remake in cui cambiano solo i personaggi e la videocassetta sostituita da un file informatico veicolato su internet, che probabilmente non aggiunge nulla alla saga che già conoscevamo. La pellicola è comunque accreditata di un discreto finale e di alcune scene ben fatte.

Le altre due pellicole trascinano stancamente le rispettive saghe alla loro conclusione, si spera.

Continua nella prossima puntata 🙂

L’horror trionfa ai botteghini

Trionfo ai botteghini per Get Out, l’horror di Jordan Peele dai risvolti razziali. Piazzatosi al primo posto nella classifica ha guadagnato nel fine settimana 35 milioni di dollari a fronte di 4,5 milioni spesi.
Get Out è un film dai diversi livelli di lettura a seconda della sensibilità dello spettatore, può essere un film divertente o anche di rilevanza sociale, dimostrando come un film di genere, solitamente considerato leggero, possa affrontare temi più importanti senza risultare pesante o moralistico.
L’horror in questo inizio di 2017 sembra prosperare, Split di M. Night Shyamalan in sole 6 settimane ha guadagnato 130 milioni di dollari in patria e 220 milioni in tutto il mondo, un altro grande colpo per la Universal.
Sembra un momento d’oro per l’horror: dei 10 film che hanno registrato il maggior incasso nel 2017, la metà sono film horror. In testa al gruppo, naturalmente c’è Split, con Underworld: Blood Wars, The Bye Bye man, Resident Evil: The final Chapter e Rings che seguono

Split primo al box office

Il ritorno di Shyamalan è avvenuto in grande stile: il suo Split è al primo posto nel Box Office USA per la seconda settimana di fila. Ha guadagnato già 78 milioni di dollari a fronte di un costo di soli 9 milioni.

Al secondo posto si piazza Qua la Zampa e al terzo il deludente Resident Evil: the Final Chapter

Split – Riflessione sulla follia della mente umana o la nascita di un supercriminale?

split_posterOggi ho visto Split di Shyamalan. E’ un bel film, mi è piaciuto.
Tornando a casa pensavo a quello che dovevo scrivere ma più ci pensavo più mi venivano in mente cose e chiavi di letture diverse, per cui provo a mettere un pò di ordine tra i pensieri. Split è il secondo film nato dalla collaborazione col produttore Jason Blum, specializzato nella produzione di film a basso budget, per questo il risultato è ancora più sorprendente: è una pellicola molto ben realizzata, con uno stile ben definito e asciutto per tutta la sua durata, nonostante la recitazione di James McAvoy che a volte potrebbe sembrare troppo enfatizzata. Molto misurata invece la stupefacente Anya Taylor-Joy che riesce a dar vita alla sofferta figura di Casey con navigata sicurezza.

Già dalla locandina si intuisce di cosa si tratta: il protagonista, Kevin soffre di un disturbo dissociativo delle identità, si contano 23 personalità differenti, di cui soltanto 9 appariranno nel film. La psichiatra che lo ha in cura è convinta che il suo pazienta possa rappresentare un passo avanti nell’evoluzione e che attraverso il suo studio si potrebbe capire come raggiungere alcune potenzialità del cervello. Le diverse personalità presenti nel suo paziente, infatti, son capaci di modificare addirittura il corpo, alcune soffrono di malattie, allergie, disturbi che le altre non presentano.
Una di queste personalità rapisce tre ragazze in un parcheggio che si risvegliano, dopo essere state narcotizzate, rinchiuse in un sotterraneo, cibo speciale per la bestia che deve arrivare.
Il film ha uno sviluppo lineare e coerente, il tema delle personalità multiple non viene affrontato con spiegazioni noiose, ma la storia si viene dipanando con l’avanzamento della narrazione. Poco a poco si vanno aggiungendo strati di conoscenza fino a comporre il quadro generale: la storia di Kevin, oggetto di molestie da piccolo, corre su un binario parallelo a quella di Casey, la ragazza rapita, che attraverso l’elaborazione del suo stato ci fa conoscere i particolari della sua infanzia. E arriviamo così a comporre tutte le personalità di Kevin solo per scoprire che è in arrivo la 24esima, la più pericolosa e la più potente. La bestia, come viene chiamata l’ultima personalità, ci viene annunciata a metà film, non si manifesta quindi con un colpo a sorpresa, segno che Shyamalan non vuole far del film un horror con vere scene di spavento, ma preparandone pian piano l’arrivo ci rende l’assurdo come realistico e possibile. L’elemento soprannaturale in fondo c’è in tutti i suoi film, ma qui viene quasi normalizzato.
Anche il twist finale, il colpo a sorpresa caratteristico del suo cinema, che deve sorprendere e spiazzare lo spettatore, qui manca. Shyamalan affronta un plot più tradizionale senza ricorrere a questo stratagemma, senza ribaltare la storia a un certo punto. Forse.
Dico forse perchè il finale si presta a una lettura differente. La scena finale è ambientata in un bar mentre scorrono in tv le notizie della fuga di Kevin, prontamente soprannominato l’Orda per via delle molte personalità. Tre donne discutono di un caso simile risalente a 15 anni fa, qualcuno sulla sedia a rotelle di cui non si ricordano il nome. Dietro di loro appare la figura di Bruce Willis che suggerisce: “L’uomo di vetro“.
Bruce sta interpretando David Dunn, il protagonista di Unbreakable (il predestinato) che fa riferimento alla sua nemesi interpretata da Samuel L. Jackson nello stesso film.
Questa fine inaspettata pone diversi interrogativi e ipotesi. Sappiamo che Shyamalan intendeva produrre un sequel di Unbreakable che avrebbe dovuto chiamarsi Night Chronicles per cui possiamo immaginare che il regista abbia gettato le basi per un sequel in cui a David sarà dato il compito di fermare l’Orda.
Ma in questa maniera il finale potrebbe portare anche a una rilettura di tutto il film, facendolo diventare, da thriller psicologico a sfondo horror, un film supereroistico, in cui la malattia mentale di Kevin non sarebbe intesa come una riflessione sul controverso disturbo dissociativo della personalità ma come origine di un criminale con superpoteri, sulla falsariga di Legion, caracter degli Xmen dotato anche esso di personalità multiple e che avrà il suo show su FX a partire dal prossimo febbraio.

Lo strano caso di Anya Taylor Joy

anya-taylor-joy

Attrice sconosciuta fino a pochi mesi fa, in un anno è presente in ben tre film importanti.
La prima apparizione la fa in The Witch e ottiene critiche molto positive e diverse menzioni.
Poche settimane fa era sugli schermi con Morgan in cui interpretava la protagonsta, una ragazzina in cui veniva impiantata una intelligenza artificiale.
Tra qualche giorno la vedremo in Split, il film di M. Night Shyamalan, in cui interpreta Casey Cooke, una giovane ragazza che viene rapita dal cattivo James McAvoy e rinchiusa in uno scantinato.
Ma non finisce qui, sarà presto protagonista del thriller di Sergio G. Sanchez, Marrowbone.
In una recente intervista, la ragazza prodigio ha spiegato di amare il genere horror e le sensazioni che esso è in grado di suscitare, tanto da non avere ancora intenzione di abbandonarlo.
E noi ci contiamo.

I principali titoli attesi nel 2017

Nel 2016 non è andata malaccio, forse sono arrivati pochi titoli horror in italia ma il livello era abbastanza buono. Soprattutto nella seconda metà dell’anno abbiamo potuto gustare buoni fim, da “The Shallow” a “Lights Out”, da “Ouija” a “The Man in the Dark”, senza dimenticare “The Boy”, “Blair Witch”,  e “The Conjuring”.Vediamo cosa possiamo aspettarci nel 2017.

Cominciamo subito alla grande con Shyamalan e il suo “Split” da cui ci attendiamo molto. Kevin è in cura dalla psichiatra Fletcher che ha individuato ben 23 personalità differenti in lui. Ma la più pericolosa è quella ancora nascosta che sta per venire alla luce.

A febbraio dovrebbe arrivare “Rings” di F. Javier Gutierrez. Anche Samara si aggiorna e il suo messaggio sarà diffuso non più sulle vetuste vhs ma sulla moderna rete e quindi in grado di raggiungere contemporaneamente un gran numero di persone. Il trailer è promettente.

 

Ancora a febbraio debutta “A Cure for Wellness“, di Gore Verbinski che torna all’horror dopo proprio the ring (2002). Ambientato in un misterioso centro termale nelle Alpi svizzere in cui le persone in cura sembrano affette da una misteriosa malattia. Dalle scene viste si direbbe molto raffinato, un vero evento.

 

Segue “Get Out”, l’horror razziale di Jordan Peele: Un giovane afro-americano viene invitato a visitare la tenuta di famiglia della sua ragazza bianca ma capisce subito che la ragione dell’invito è diversa da quella che lui credeva. In un primo momento pensa che il disagio della famiglia sia dovuto al colore della sua pelle ma durante il proseguo del fine settimana scoperte sempre più inquietanti lo porteranno a una verità inaspettata.

 

A marzo ritorna l’horror francese nelle sue forme più estreme: “Raw”. Quando Justine è costretta a consumare carne durante un rituale di nonnismo al college, avviene un mutamento dentro di lei che la conduce su un percorso di cannibalismo. Traboccante di sangue Raw può essere visto come una metafora della crescita di una giovane donna e del risveglio dei suoi istinti sessuali, a scriverlo e dirigerlo è una donna, Julia Ducournau.

 

Sempre a marzo arriva l’australiano Greg McLean, direttore di Wolf Creek e Rogue, con “The Belko Experiment”. In un normalissimo edificio adibito a uffici, gli impiegati vengono sigillati dentro e costretti a uccidersi tra loro. E’ un film di sopravvivenza dove le persone sono portate ai loro limiti.

Ritorna l’horror di assedio in casa con “Keep Watching”: una famiglia è tenuta prigioniera in casa e costretta a giocare a giochi sempre più inquietanti. Gli intrusi sono chiamati Terror, Creator e Mysterious. Con Bella Thorne e un pauroso Leigh Whannel. Uscita il 24 marzo.

Ancora invasione domestica in “Safe Neighborhood” di Chris Peckover. Il film vede protagonista Ashley, una babysitter solitaria che nella notte di Natale è chiamata a prendersi cura di un bambino ma sarà costretta a difenderlo da sconosciuti che irrompono in casa. Non sappiamo ancora la data di uscita, nel cast anche Virginia Madsen (Candyman).

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In arrivo anche il britannico “The Girl with All the Gifts” di Colm McCarthy. Basato sul bestseller omonimo del 2014 di Carey, il film è in mostra ai festival cinematrografici negli USA e la data di uscita non è stata ancora fissata. Segna il ritorno degli zombi al grande cinema inglese dopo 28 giorni dopo di Danny Boyle (2002). La protagonista è una ragazzina, Melania (Sennia Nanua) che viene studiata in un bunker sotterraneo nel tentativo di trovare una cura all’infezione che ha decimato il pianeta. La ragazza sembra essere lei stessa una zombie che non si rende conto della sua diversità e pericolosità. Il film solleva la questione su chi siano i cattivi, se la ragazza è un mostro o la salvezza per l’umanità. Da vedere!

Nonostante le pellicole found-footage (quelle in cui gli eventi visti sullo schermo provengono dalla telecamere di uno dei protagonisti, spesso con la voce fuori schermo) abbiano un po’ stancato, l’irlandese “Crone Wood” sembra interessante. Girato solo in 5 giorni e 5 notti interamente in Irlanda, il film promette di tenere incollati alle poltrone dall’inizio alla fine. Una coppia di sposini si avventurano nel bosco per scoprire che ci sono parti di Irlanda in cui le radici pagane sono molto vive. E’ il primo lungometraggio di Mark Sheridan ed è il primo film a mostrare il famigerato Hellfire Club vicino Dublino, che secondo la leggenda è stato utilizzato da sette sataniche dopo l’apparizione del diavolo in persona.